
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme: la diffusione della depressione sta aumentando progressivamente al punto che, fra 10 anni, la depressione potrebbe trovarsi al secondo posto sulla lista dei mali più diffusi, subito dopo le patologie cardiovascolari. In Italia, il 18% della popolazione risulta soffrire di depressione. Questi dati costituiscono un allarme da tenere in grande considerazione: quando si parla di depressione, infatti, oggi non si intende la forma più lieve e passeggera della malattia, ma forme aggressive, con decorsi sempre più
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drammatici e duraturi che conducono spesso a comportamenti antisociali e all'atto estremo del suicidio.
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La depressione è un disagio interiore che si esprime attraverso sintomi sia fisici che psicologici. L'intero individuo che soffre di depressione ne viene sopraffatto e si sente privato di forze, prospettive e speranza: in una parola, SOLO. Chi soffre di depressione ha crisi di pianto, disturbi del sonno e dell'alimentazione, e le sue relazioni con il prossimo si inaridiscono. Infatti, la depressione induce turbe dell'umore che portano desiderio di isolamento, tristezza, disinteresse sociale, aggressività e autolesionismo. Chi soffre di depressione subisce un impoverimento della propria esistenza e della propria vita sociale.
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Ad essere maggiormente colpiti dal male della depressione risultano principalmente le donne (soprattutto casalinghe), i giovani fra i 20 e i 30 anni e gli anziani soli. Recenti ricerche registrano anche la crescita della depressione infantile: il problema è allarmante sia per le conseguenze che il male porterà nell'adolescenza e nell'età adulta ai bambini che ne soffrono; sia per carenze e limiti di cui soffre l'informazione; sia per l'assoluta
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modestia degli interventi di prevenzione che vengono avviati nelle scuole. |

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Per la comprensione del fenomeno della depressione, è molto importante tenere in considerazione l'ambiente umano (la famiglia, la scuola, il mondo del lavoro, il tessuto sociale) in cui vive la persona che

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soffre di depressione: studi attendibili dimostrano infatti che alla base della depressione vi è un rapporto circolare d'interazione fra diversi fattori psicologici, sociali, neurobiologici, culturali ed economici. Spesso, chi soffre di depressione ricerca il silenzio, ma trova invece attorno a sé persone che, in buona fede, lo sollecitano, insistentemente e inadeguatamente, a regire; per contro, l'alternativa terapeutica per chi soffre di depressione è costituita quasi esclusivamente da cure a base di psicofarmaci. Moltissimi psicologi clinici e altri terapeuti sottolineano invece quanto fondamentali siano, per chi soffre di depressione, il rapporto di fiducia, l'ascolto e il dialogo empatico per permettere alle istanze più profonde, dolenti e contraddittorie che sono alla base del disagio di emergere e manifestarsi.
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Non si dovrebbe cercare di aiutare la persona che soffre di depressione solo con circostanziali rassicurazioni di guarigione: l'insorgere della depressione dovrebbe essere invece affrontato come un'opportunità critica di riflessione, di cambiamento e di crescita individuale e sociale, sia per la persona che soffre di depressione, sia per chi lo circonda. A volte, la depressione ci esorta a fermarci e a rimettere criticamente in discussione - anche inconsapevolmente - il percorso di vita che stiamo conducendo; la depressione ci spinge ad un esame critico della nostra esistenza, alla ricerca dei significati affettivi e cognitivi più profondi ed essenziali che costituiscono la base per il raggiungimento della felicità. Si scopre così che questi significati non risiedono nella frenetica affermazione esteriore di sé, o nell'errata convinzione che il denaro costituisca una sicurezza per sempre.
In effetti, i dati dimostrano esattamente il contrario: la vita dell'uomo, a qualsiasi latitudine questi
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si trovi, può essere migliore solo a patto che si sviluppino forme di relazione armoniose e intelligenti, e si coltivino i valori della solidarietà, della creatività e del rispetto reciproco.
I filosofi dell'antichità e gli scienziati dei nostri tempi sostengono da sempre che il fragile equilibrio di cui noi esseri umani siamo portatori è un segno distintivo della nostra natura sensibile, la quale non può vivere di comportamenti e risposte formali, nè ridursi a stili di vita standardizzati e privi di contenuti vitali.
I meccanismi grazie ai quali nasce la depressione sono in ogni caso molto complessi e il dibattito è sempre aperto.
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La tendenza più diffusa oggigiorno è quella di cercare di offrire risposte più concrete a chi soffre di depressione, non soltanto da parte di governo e istituzioni, ma soprattutto attraverso forme associative spontanee di volontariato e gruppi di aiuto e auto-aiuto.
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L'organizzazione dei Samaritans si occupa ormai da anni, in diversi Paesi, dell'ascolto telefonico e viene incontro alle esigenze di sfogo delle persone più disperate: quelle che meditano il suicidio, o che non sono comunque in condizione di vivere una vita normale a causa della depressione. Chiamaci al


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